Si guarisce? Dopo quanto tempo si guarisce?

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pm
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Si guarisce? Dopo quanto tempo si guarisce?

Messaggio da pm » 05/04/2007, 13:45

Riapro, ad uso di vecchi e nuovi frequentatori, una antica questione: si guarisce, nel vero senso della parola, dall'epatite c? E, in caso di risposta affermativa, dopo quanto tempo di negatività ci si può considerare fuori dalla malattia? Si può bere di nuovo un bicchiere di vino dopo sei mesi di negatività? E dopo un anno? Dopo due?
E ancora: la negatività fa scendere il rischio di degenerazioni come tumori e cirrosi? Qual è la vostra esperienza su questi argomenti? Cardo mariano tutta la vita?

Saluti.

pm

tiziano6
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Messaggio da tiziano6 » 06/04/2007, 17:15

Ciao pm,hai fatto una domanda interessante che forse è meglio se la rivolgi al dott. Fagiuoli,della lista ciaooo :o
Tiziano

Gardini
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Messaggio da Gardini » 06/04/2007, 17:25

guarda caso, questo argomento è stato trattato nel primo numero del notiziario di EpaC news, appena spedito a tutti i sostenitori... un bel paginone del dott. Fagiuoli sulla Guarigione, sintetizzo


si guarisce, nel vero senso della parola, dall'epatite c?

>Nessuno può mettere nero su bianco che il virus non tornerà mai più a replicare....

E, in caso di risposta affermativa, dopo quanto tempo di negatività ci si può considerare fuori dalla malattia?

> a partire dalla negativizzazione virale, se parli di malattia
> 18 mesi è un arco di tempo abbastanza affidabile sul pericolo di recidiva ma questo pericolo non potrà mai essere azzerato

Si può bere di nuovo un bicchiere di vino dopo sei mesi di negatività? E dopo un anno? Dopo due?

> direttamente proporzionale al danno epatico esistente. un bicchiere ogni tanto non lo può negare nessuno

E ancora: la negatività fa scendere il rischio di degenerazioni come tumori e cirrosi?

SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

I.gardini

topoluca
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Messaggio da topoluca » 08/04/2007, 22:03

Nello storico comunque non esiste caso di ripositivizzazione spontanea dopo i 36 mesi, salvo reinfezioni.

Luca PD

gardini ha scritto:guarda caso, questo argomento è stato trattato nel primo numero del notiziario di EpaC news, appena spedito a tutti i sostenitori... un bel paginone del dott. Fagiuoli sulla Guarigione, sintetizzo


si guarisce, nel vero senso della parola, dall'epatite c?

>Nessuno può mettere nero su bianco che il virus non tornerà mai più a replicare....

E, in caso di risposta affermativa, dopo quanto tempo di negatività ci si può considerare fuori dalla malattia?

> a partire dalla negativizzazione virale, se parli di malattia
> 18 mesi è un arco di tempo abbastanza affidabile sul pericolo di recidiva ma questo pericolo non potrà mai essere azzerato

Si può bere di nuovo un bicchiere di vino dopo sei mesi di negatività? E dopo un anno? Dopo due?

> direttamente proporzionale al danno epatico esistente. un bicchiere ogni tanto non lo può negare nessuno

E ancora: la negatività fa scendere il rischio di degenerazioni come tumori e cirrosi?

SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

I.gardini

Gardini
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Messaggio da Gardini » 10/04/2007, 9:46

Ti sbagli. Noi abbiamo preso chiamate e ricevuto emails di persone che affermano il contrario, e non credo abbiano interesse a raccontare barzellette. Sono poche ma esistono.

Ivan Gardini

pm
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Messaggio da pm » 10/04/2007, 12:10

Ecco un punto interessante, Ivan. Si può saperne di più? Voglio dire i mesi erano 37 oppure erano passati cinque anni? E la percentuale di questa ricaduta tardiva può essere quantificata?

Gardini
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Messaggio da Gardini » 10/04/2007, 15:08

Esistono pochissimi studi su questa faccenda e con pochi dati disponibili, tenendo presente che il peghilato è stato introdotto da pochi anni.
Ripeto, i casi sono pochissimi ed inoltre va considerato che la questione "negativo" va valutata soprattutto in funzione dello strumento che quantifica le copie/ml.
Esempio: se 4 anni fa avevi un RNA quantitativo negativo valutata con strumento che aveva la soglia di riferimento a <100, al giorno d'oggi gli strumenti di rilevazione arrivano anche a <25, pertanto qualcuno scopre d'improvviso un "positivo".
In realtà, ha sempre avuto minime quantità di virus circolante.......
la si chiama ripositivizzazione, ma in realtà non lo è.

Il vero problema è un'altro. il virus si nasconde nelle cellule del sangue e del fegato, e può in alcuni casi portare continuare a danneggiare, anche se l'RNA è negativo.
Questa strana situazione, è ancora più pericolosa di una riattivazione virale, perchè l'RNA negativo da luogo all'effetto "rilassamento", allentamento dei controlli, ecc. ecc.

Per questo, a mio avviso, sarebbe molto utile fare la biopsia a 5 anni dalla sospensione della terapia (con tanto di ricerca di RNA nel tessuto epatico) ed applicare una serie di esami clinici oggi usati soltanto in trial sperimentali per ricercare il virus nelle cellule del sangue.

ti metto qui alcuni studi recenti per conferma di quanto ti scrivo, ma ce ne sono altri........

naturalmente, caro paolo, stiamo parlando del massimo della sfiga perchè a molte persone il danno si blocca o addirittura regredisce....

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Chavalitdhamrong D,
Tanwandee T.
Division of Gastroenterology, Department of Medicine, Siriraj Hospital, Mahidol University, Bangkok 10700, Thailand. disaya104@gmail.com

AIM: To assess the clinical, biochemical, and virological outcome during long-term follow-up of chronic hepatitis C patients with sustained virological response following effective antiviral therapy. METHODS: This study was a retrospective cohort study including 171 sustained responders defined as HCV RNA PCR negative at 6 mo after the end of effective antiviral treatment (SVR-6). Clinical signs and symptoms, biochemical hepatic parameters, ultrasonography and HCV RNA PCR were followed. RESULTS: Mean follow-up period was 35.38 +/- 22.2 mo after the end of treatment. Twenty-seven (15.8%) responders had evidence of cirrhosis before treatment. Forty-eight (28.1%), 107 (62.6%) and 6 (3.5%) patients were genotype 1, 3, and 6 respectively, while 10 patients (5.8%) were unclassified. There were no virological and biochemical relapses during the period of follow-up. None of the patients showed evidence of hepatic decompensation. However, there were 3 patients (1.8%) developing hepatocellular carcinoma at 14, 18, 29 mo after treatment discontinuation, two of whom had evidence of cirrhosis prior to therapy. CONCLUSION: The study shows that during a follow-up interval for about 3 years in 171 chronic hepatitis C patients with sustained viral response after effective antiviral treatment there were no evident signs of either biochemical or clinical relapse of liver disease in all but three patients who developed hepatocellular carcinoma.

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Presence of Hepatitis C Virus (HCV)-RNA in Peripheral Blood Mononuclear Cells in HCV Serum Negative Patients during Interferon and Ribvirin Therapy.
Januszkiewicz-Lewandowska D,
Wysocki J,
Pernak M,
Nowicka K,
Zawada M,
Rembowska J,
Lewandowski K,
Mankowski P,
Nowak J.
University of Medical Sciences, Poznan, Poland. nowakjs@man.poznan.pl.

Identification of hepatitis C virus (HCV)-RNA in blood serum is crucial for hepatitis C diagnosis and for appropriate treatment. Detection of HCV-RNA in blood serum is used for therapy monitoring of patients with hepatitis C. Despite HCV-RNA elimination from blood serum during treatment in some patients, HCV viremia appears again after the completion of therapy. The aim of this study was to assess HCV-RNA in peripheral blood mononuclear cells (PBMCs) of hepatitis C patients in relation to HCV-RNA and antibodies to HCV in the serum. The study involved 71 patients undergoing anti-viral therapy (interferon and ribavirin). RNA isolated from serum and PBMCs was examined for the presence of HCV-RNA by an RT-PCR technique using specific oligonucleotide primers or by commercially available kits. In order to show the possible presence of HCV sequences in PBMCs, molecular DNA probes were constructed with a PCR amplicon and biotin-labelled by nick translation, and FISH and extended chromatin fibers in situ hybridization (ECFs-FISH) techniques were used. A 24-month follow-up study revealed that 34 out of 59 patients (58%) eliminated HCV-RNA from their sera. In the serum negative group, HCV-RNA was detected in PBMCs of 2 patients. The presence of HCV-RNA in PBMCs was confirmed by the FISH technique. In the ECFs-FISH procedure, no signal was found in all examined patients. Our data suggest that PBMCs infected with HCV can serve as a virus reservoir. HCV-RNA serum negative patients who have HCV-RNA in their leukocytes after completion of anti-viral therapy would be at great risk of hepatitis C recurrence. These HCV-RNA serum negative but PBMCs positive patients would be a potential source of HCV spread.

PMID: 17314422 [PubMed - in process]

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sara80
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Messaggio da sara80 » 23/04/2007, 22:29

in considerazione di tutto ciò, dopo diversi anni di negatività, dobbiamo ancora definirci malati di epatite C, o possiamo solo dire di avere passato l'epatite C?
Sara

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Robyts
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Messaggio da Robyts » 23/04/2007, 22:47

Ma a che servono le definizioni? Siamo guariti o non guariti? L'importante è che si stia bene e non si abbiano più danni al fegato e non ci siano tutti gli altri problemi collegati.
Robyts

sara80
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Messaggio da sara80 » 23/04/2007, 23:51

Robyts ha scritto:Ma a che servono le definizioni? Siamo guariti o non guariti? L'importante è che si stia bene e non si abbiano più danni al fegato e non ci siano tutti gli altri problemi collegati.
se io vado ad esempio in ospedale e mi fanno le domande sulla mia situazione clinica, devo sapere cosa dire.
Sara

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