risarcimento danni trasfusione infetta

Domande generali sull'indennizzo. Risponde l'Associazione EpaC Onlus
Mauro62
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Re: risarcimento danni trasfusione infetta

Messaggio da Mauro62 » 21/02/2017, 11:44

Ciao Giuggiu, grazie per la risposta!
Quindi le notizie sono buone e cattive: buone perché dovrei ricevere questi soldi prima o poi, cattive perché passano praticamente tre anni dall'approvazione della domanda.
Scusa però.....tu hai ricevuto l'esito e subito hai inviato i dati bancari al Ministero della Salute, ma poi i soldi te li hanno mandati con gli arretrati dopo 3 anni? è così?
ciao e grazie
Mauro
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Annina
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Re: risarcimento danni trasfusione infetta

Messaggio da Annina » 21/02/2017, 13:44

L indennizzo viene elargito partendo dal mese successivo alla domanda.. quindi si, ti arriveranno tutti gli arretrati di questa lunga attesa..
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ANDREA FANTUZZI
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Re: risarcimento danni trasfusione infetta

Messaggio da ANDREA FANTUZZI » 01/03/2017, 16:54

Buonasera a tutti, vorrei chiedere e chi è già passato, quanto tempo ha dovuto attendere prima di iniziare a ricevere l'indennizzo. Io ho una sentenza favorevole del Tribunale di Udine del 2013, ma ancora non mi è arrivato niente. Qualche consiglio?
Andrea.

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Re: risarcimento danni trasfusione infetta

Messaggio da Annina » 01/03/2017, 17:52

andrea scusa ma parli di indennizzo o di causa di risarcimento? e se parli di indennizzo, perchè c'è l'avvocato nel mezzo.. hai fatto ricorso o ti riferisci alla rivalutazione monetaria?
..e soprattutto..già che paghi un avvocato, lui che dice? Ha provato a sollecitare?
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Re: risarcimento danni trasfusione infetta

Messaggio da ANDREA FANTUZZI » 01/03/2017, 20:43

A suo tempo ho fatto ricorso in quanto la domanda di indennizzo mi era stata respinta e il tribunale mi ha dato ragione. L'avvocato ogni 5/6 mesi mi dice che devo pazientare e attenderne altrettanti. Volevo capire se è così la prassi. Andrea

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Re: risarcimento danni trasfusione infetta

Messaggio da Annina » 02/03/2017, 11:29

Andrea normalmente dalla notifica (se non si sono appelli) il termine del pagamento è di 2 anni..
visto che mi par di capire che il tuo avvocato faccia il vago (ma l'hai già pagato per caso?) io fossi in te proverei a contattare direttamente il ministero.. armati solo di un pò di pazienza..
ti lascio il link con i contatti http://www.salute.gov.it/portale/minist ... 210&flag=P
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Re: risarcimento danni trasfusione infetta

Messaggio da ANDREA FANTUZZI » 03/03/2017, 21:18

Non l'ho pagato ancora. Grazie per le info. La prossima settimana provo a contattare il Ministero.
Ciao Andrea.

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Re: risarcimento danni trasfusione infetta

Messaggio da sonia2222 » 15/03/2017, 2:30

io avrei anche vinto la causa di risarcimento, però mi detraggono l'indennizzo fino ad ora percepito ed inoltre fanno la capitalizzazione di ciò che percepirò in futuro (immaginando quanto io potrei sopravvivere) e detraggono anche quella, alla fine non so quanto mi rimarrà da percepire. c'è pure da tenere presente che è possibile che ogni parte debba pagare le sue spese nonostante io abbia vinto. Non vi sembra un modo studiato x non dare quello che è giusto dopo un danno così pesante? qualcuno sa come viene calcolata la capitalizzazione? sonia

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Re: risarcimento danni trasfusione infetta

Messaggio da Annina » 17/03/2017, 11:51

ciao sonia,
lo scorporo dell'indennizzo già percepito è già da un pò che lo fanno (motivo per cui chi ha potuto accedere all'equa riarazione mediamente ha accettato).. la capitalizzazione l'hanno introdotta da meno e dipenderà un pò dal giudice.. c'è chi forfettariamente calcola sui 15 anni e chi invece si basa sull'età media..
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LuciaS
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Re: risarcimento danni trasfusione infetta

Messaggio da LuciaS » 17/03/2017, 13:00

Ciao a tutti, mi sono iscritto al forum con il desiderio di aiutare mia madre Lucia, contagiata da Epatite C a seguito di emotrasfusione presso il Policlinico Umberto 1° di Roma. In questo momento non ricordo il genotipo, lo aggiungerò quanto prima nel profilo di quest'account. So, però, che a causa del Suo genotipo Lucia non sia curabile con i vecchi farmaci, forse lo sarà con il nuovo tipo di terapia da poco sperimentato.
Vorrei illustrare in poche righe la situazione:
Lucia ha contratto l'Epatite C a seguito di un intervento chirurgico e trasfusione con sangue infetto.
Le è stato riconosciuto il nesso di casualità, per cui percepisce un indennizzo ai sensi della L.210/92.
In sede di prima uduenza ai fini del risarcimento:
Premesso che il medico legale di parte ha quantificato il danno al 40%;
Premesso che il medico legale di controparte, CTU, l'ha quantificato al 12%;
Premesso inoltre che l'avvocato di parte in accordo col medico legale di parte, NON ha ritenuto necessario presentare una formula di opposizione alla relazione del CTU, (FOLLIA o MALAFEDE ?)
L'udienza di primo grado ha sentenziato a sfavore della parte richiedente in quanto il 12% quantificato dal CTU non è sufficiente ad accordare un risarcimento; inoltre, l'indennizzo percepito fino ad oggi andrebbe a cumularsi come cifra di risarcimento, essendo "asintomatica" la condizione clinica di Lucia.
Mi domando se ci siano gli estremi per ricorrere in appello pur senza formale "nota di opposizione al ctu" in primo grado.
A tal proposito vorrei venga valutata l'esistente correlazione tra l'Epatite C e la carenza di vitamina D: ne consegue una ridotta capacità del metabolismo di assimilare il Calcio nelle ossa.
A Lucia qualche anno fa fu diagnosticato un crollo vertebrale ma fino a poco tempo fa non conoscevamo la relazione tra ipovitaminosi D e HCV, non è stato quindi citato nella relazione del medico legale di parte.
E' possibile ricorre in appello aggiungendo nuovi elementi che permettano di riscrivere la relazione del CTU?
Soltanto nella prima udienza è ammissibile formulare le osservazioni al CTU? Questo in base a cosa?
L'avvocato ha affermato che chiederà un ricorso tecnico per opporsi al pagamento delle spese processuali addebitate unicamente alla parte lesa, la sentenza infatti accoglie ed ammette tutte le richieste di Lucia, tranne nella parte relativa alla quantificazione del risarcimento (vista l'asintomaticità). L'avvocato avvisa che una impugnativa appare rischiosa perché tutto ciò che non viene contestato in giudizio si ha per pacificamente ammesso, non potendosi quindi ulteriormente riaprire il contraddittorio sul punto. C'è un modo per riaprire il contraddittorio e integrarlo con nuovi elementi da sottoporre all'attenzione del giudice?
Amici del forum,
Vi ringrazio anticipatamente per il supporto e per gli spunti di riflessione che mi date.
Un cordiale saluto
Sirio

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